Frequentare la scuola è diventato per i bambini e i ragazzi di oggi un gesto normale della vita quotidiana. Ovviamente la scuola non è sempre stata così come noi oggi la conosciamo. Anzi spesso in passato i bambini non frequentavano neppure la scuola, ma venivano educati in casa da precettori privati, quando la famiglia era in condizioni economiche tali da poterselo permettere. Se si trattava di nuclei familiari più poveri, era spesso la madre che si incaricava di istruire i figli, se era in grado di farlo.

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San Girolamo nello studio

Il Medioevo conobbe nei dieci secoli della sua durata, diverse forme di istruzione e di scuole. Alcuni tipi di scuole medievali sono sopravvissuti fino ad oggi, anche se hanno subito molte trasformazioni nel corso dei secoli. Altre invece oggi non esistono più. Innanzitutto dobbiamo tenere presente che nel Medioevo l’istruzione scolastica era un lusso che non tutti potevano permettersi e non era obbligatoria.
Nel Medioevo l’autorità pubblica non sempre aveva la capacità per organizzare scuole obbligatorie e gratuite, accessibili ai bambini di ogni classe sociale.
Nell'Alto Medioevo (dal 476 fino all'anno 1000), fu soprattutto la Chiesa a occuparsi dell’educazione dei giovani. Le scuole avevano quasi sempre sede all'interno dei monasteri.
Questo avveniva perché erano stati i monaci a conservare e tramandare la cultura non solo cristiana, ma anche classica, greca e latina, nei difficili secoli delle invasioni barbariche, seguiti alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente. I monaci amanuensi ricopiavano con cura i codici antichi e il loro lavoro ha permesso la conservazione di molte opere che altrimenti sarebbero andate perdute.
All’interno dei monasteri si distinguevano due tipi diversi di scuole. Una era chiamata schola exterior, ed era destinata a bambini, sia ricchi che poveri, che vivevano con le loro famiglie nei paesi circostanti e ogni giorno andavano a scuola presso il convento. L’altra era detta schola interna. Qui venivano educati i cosiddetti "oblati". Gli oblati erano bambini e bambine che all’età di sei o sette anni venivano ‘donati’ dai genitori a un monastero. Tra le mura del chiostro iniziavano la loro istruzione e qui rimanevano tutta la vita dopo aver pronunciato i voti.
La scelta dei genitori segnava per sempre la vita del figlio, al quale naturalmente non veniva chiesto alcun parere. Nonostante l’impegno dei monaci nella trasmissione del sapere, nell’Alto Medioevo la maggior parte della popolazione era priva di qualsiasi istruzione.

Carlo Magno: la rinascita culturale

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Alcuino intento a scrivere. Miniatura.




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Esempio di scrittura carolina (miniatura del XII secolo)
Carlo Magno diede grande impulso alla diffusione di istituzioni scolastiche. Carlo Magno, re dei Franchi dal 768, era divenuto imperatore nella notte di Natale dell’anno 800. Il suo regno era chiamato Sacro Romano Impero, perché Carlo pur essendo cristiano, si considerava l’erede degli imperatori di Roma. L’imperatore non aveva ricevuto da ragazzo una istruzione particolarmente accurata. La leggenda lo ritiene addirittura analfabeta, cioè totalmente incapace di leggere e scrivere: probabilmente questo non era del tutto vero. Carlo sapeva leggere e far di conto, ma aveva enormi difficoltà nella scrittura, anche perché a quel tempo scrivere era una operazione molto più complicata e molto meno frequente di quanto non sia al giorno d’oggi. Nonostante ciò promosse l’uso di un nuovo tipo di scrittura, antenata dei nostri caratteri di stampa, detta appunto "carolina".

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Miniatura del IX secolo che ritrae Alcuino di York e Rabano Mauro
Era però un uomo molto interessato alla cultura. Sotto il suo regno ci fu una rinascita culturale e furono fondate molte scuole, sia all’interno dei monasteri che presso le chiese cattedrali delle maggiori città dell’Impero. Inoltre attorno alla corte del re si formò una accademia, chiamata schola palatina, diretta dal monaco anglosassone Alcuino.
L’accademia palatina era destinata all’educazione dei principi e dei giovani aristocratici, che lì apprendevano l’arte militare e il governo del popolo. Fu anche un attivo centro di studi di alto livello, di cui fecero parte alcuni dei maggiori intellettuali europei dell’epoca. Purtroppo questa istituzione non sopravvisse a lungo dopo l’887, anno della deposizione di Carlo il Grosso, ultimo successore di Carlo Magno.

Le scuole cattedrali

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La facciata della cattedrale di Chartres


Tra la fine del X secolo e l’inizio del successivo le scuole monastiche si occuparono dell’istruzione elementare e di quella dei futuri monaci. L’istruzione superiore invece si trasferì nelle scuole nate a fianco delle cattedrali cittadine. Le scuole cattedrali si diffusero soprattutto nelle città della Francia settentrionale, a Parigi, Chartres, Laon, Reims.
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La cattedrale di Reims


Al loro interno gli studenti destinati a diventare sacerdoti erano mantenuti con i fondi della cattedrale; gli altri pagavano una modesta retta. Ma quali materie si insegnavano agli allievi di queste scuole? Il programma iniziava spiegando loro le basi della grammatica, della retorica e della logica che insieme formavano le cosiddette "arti del trivio". Solo in un secondo tempo si studiavano le materie scientifiche, aritmetica, geometria, astronomia e musica (chiamate "arti del quadrivio"). Le scuole cattedrali non erano organizzate come quelle di oggi. Non esistevano gli esami e il livello dell’insegnamento non era uniforme, perché dipendeva soprattutto dalla bravura del maestro. Gli insegnanti non erano obbligati per contratto a rimanere un numero preciso di anni in una determinata scuola. Anzi, si spostavano di frequente da una scuola all'altra, seguiti spesso dai loro studenti. Ma a partire dal XII secolo il numero dei giovani che chiedevano di ricevere una istruzione superiore aumentò. Stavano per nascere le Università.
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Studenti all'università di Bologna (rilievo del XIV secolo)



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