Il cibo e fine della giornata
Cosa si mangia nel Medioevo?
Le difficoltà di trasporto e i problemi per la conservazione dei cibi facevano sì che ogni zona consumasse prima di tutto i prodotti locali. Questo spiega anche le differenze che vediamo ancora oggi nel consumo di alcuni alimenti tra le diverse zone europee: ad esempio la diffusione dell'olio d'oliva e del vino nell'Europa centro-meridionale, del burro o dello strutto e della birra nell'Europa centro-settentrionale, oppure la prevalenza dei cereali (pensiamo alla pasta) nell'alimentazione cosiddetta "mediterranea", mentre nelle aree dell'Europa centrale prevalgono piatti a base di carne ed il pane è spesso prodotto con segale, avena o altri cereali diversi dal grano.Naturalmente il menù medievale cambiava molto a seconda del livello sociale della popolazione.
La nobiltà seguiva un'alimentazione molto ricca e pesante. Leggendo i menù di certi banchetti solenni, raccontati nelle cronache, si vede passare una quantità enorme di carne, di selvaggina specialmente - la carne nobile per eccellenza - e il tutto condito di salse ricche di spezie, con accompagnamento di frutti canditi, di dolci speziati, senza mai il respiro di un piatto leggero.
E la pesantezza di quel mangiare è come accresciuta per noi dal fatto che i nostri antenati non si servivano di piatti, né di forchette, né di tovaglioli. Adoperavano fette grandi di pane sulle quali appoggiavano la carne con la salsa e lì la mangiavano…La fetta di pane, o la parte che ne rimaneva, veniva gettata in un recipiente al centro della tavola; elemosina per i poveri. Se c’era tovaglia, vi si pulivano le dita, sicché si doveva cambiarla più volte durante il pranzo, nonostante che si adoperasse anche l’acqua per risciacquare bocca e mani. Al dessert, non prima, veniva portato il vino.

Naturalmente la gente qualunque mangiava più semplicemente. Per il popolo l’alimento base della dieta era il pane. Le classi più povere, soprattutto i contadini, consumavano un pane di farina mescolata con orzo, segala, saggina e fave, mentre i cittadini facevano uso del pane di grano. Con il pane si facevano una quantità di minestre e di altre preparazioni . Scarso era anche l’olio e i condimenti erano prevalentemente a base di grassi di origine animale. Poca la frutta e rarissimi i dolci (fatti con noci, miele e altra frutta secca). Per le feste più importanti si arrostivano anche il montone e la capra. Ben conosciuta era anche l’arte di conservare le carni affumicandole ed insaccandole, salate e triturate, destinate principalmente al consumo invernale. Si faceva anche consumo di formaggi, fra i quali molto usato era il pecorino.

Finito il pranzo c’era la siesta. […]
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Uomini a tavola in una taverna.

La nostra città si avvia ormai verso la sera. Ancora lavoro, ancora un pasto, ma più leggero perché la notte il Maligno si aggira come leone ruggente a cercare le sue prede, soprattutto tra le persone che amavano il proprio corpo e le gioie terrene più della propria anima. Diceva un libretto aureo di quel tempo: “ Mangiate poco la sera e liberatevi di ogni pensiero terrestre e mondano e non pensate più a nulla se non che all’indomani, di buon mattino, andrete a sentire la vostra Messa”.
Salvo il piccolo gruppo di perditempo che faceva il giro delle taverne e lì giocava a dadi […] la gente si preparava a dormire al calare della sera con la stessa naturalezza con cui le galline e i cani e i porci ritrovavano il loro rifugio. La gente onesta non girava di notte. Le porte delle mura cittadine venivano chiuse. Chi veniva trovato in giro dopo il tramonto era spesso ritenuto un tipo sospetto.
Quindi, calato il sole, la gente nelle case gettava gli abiti su un bastone orizzontale, per proteggerli dagli animali di casa, cani o topi che fossero. Salvo la camicia. La camicia si levava a letto, perché si dormiva nudi e il mattino si doveva subito infilarla. E ci si addormentava.
A intervalli regolari, per proteggere i dormienti, si levavano nella notte i monaci, a mattutino e laudi.
Nel sereno della notte brillavano le stelle, a migliaia. Finché i galli cantavano, svegliando un’altra giornata qualunque.
(Adattato da A. Frugoni, Incontri nel Rinascimento, La Scuola, Brescia 1954)
Ricorda, nel Medioevo molti prodotti che noi consumiamo abitualmente non erano ancora conosciuti in Europa: pensa, ad esempio, ai pomodori, alle patate, a molte specie di fagioli. Se vuoi sapere quali prodotti erano coltivati allora puoi vedere questa voce di Wikipedia.
Se vuoi approfondire puoi usare questo link: La tavola nel tempo, oppure questo http://www.medioevo.com/index.php?option=com_medioevocontent&task=view&id=185&Itemid=36&lang=it
Se vuoi cimentarti nella cucina medievale puoi provare le ricette che trovi qui: http://www.medioevo.com/index.php?option=com_medioevocontent&task=view&id=229&Itemid=36&lang=it
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