Christine, Cristina, nacque in Italia, vicino a Bologna, nel 1364. Il padre, professore all’Università bolognese, divenne consigliere del re di Francia Carlo V e si trasferì a Parigi con tutta la famiglia.
Qui Cristina ricevette un’istruzione davvero “strana” per una donna dei suoi tempi, tanto straordinaria che la sua stessa madre riteneva eccessive le sue conoscenze e avrebbe preferito che imparasse piuttosto i compiti classici di una futura moglie: cucito, cucina, lavori domestici.
Cristina si sposa ed ha tre figli: sembra, dunque, destinata ad una vita da brava moglie e madre, ma la morte nel giro di poco tempo del padre e del marito la costrigono, come dice lei, “a diventare uomo”, cioè ad adottare lo stile di vita di un capofamiglia.
Inizia creando uno scriptorium, dove si copiano testi famosi per la corte del re. Presto assume copisti e miniatori e si dedica lei stessa alla miniatura, per cominciare poi a scrivere. Sarà la prima scrittrice della storia francese in grado di mantenere la famiglia con il proprio lavoro.
Scrive opere su commissione, come la biografia del defunto Carlo V richiestale dal fratello del re, ma scrive anche opere autonome. Afferma nei suoi lavori che uomo e donna sono pari “per natura” quanto a capacità intellettuali e che sono solo l’educazione e il ruolo sociale a fare la differenza a vantaggio dell’uomo.
Sul tema le due opere più importanti sono La città delle dame (1405) in cui rovescia i luoghi comuni dell'inferiorità femminile che risalivano all'autorità di Aristotele, e il Dettato dedicato a Giovanna d'Arco scritto poco prima di morire. L’immagine di Giovanna d’Arco le sembra la dimostrazione delle sue teorie: non sappiamo se sia vissuta abbastanza per vedere anche la tragica fine della sua eroina, condannata nel maggio 1430, perché anche Cristina muore nel corso di quell’anno.
Christine de Pizan legge dalle proprie opere.
Christine de Pizan legge dalle proprie opere.


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